Archivio per maggio, 2011

°°°°3 SCIMMIETTE – 1°°°°

Posted in Senza categoria on 7 maggio 2011 by AtrocitA Hyde

“Residui di persone che appaiono ma non esistono” [cit. Il Grigio, Gaber]

Oppure persone che esistono ma non appaiono? Continuo a chiedermi perché mi sento sola in mezzo a tante persone. Eppure ci sono tanti corpi che occupano uno spazio.

E di nuovo quella sensazione famigliare di vuoto, di nero. Ancora una volta da sola, ancora una volta a sorreggere gli altri. Ma chi regge la colonna portante?

In fondo, però, se è portante, niente e nessuno deve sorreggerla. Ed ecco la solitudine. Niente di nuovo, nemmeno strano, anzi. Mi sento bene nel mio male. Tutto così superficiale, scontato. E tutti con la paura di dare qualcosa. Compresa me. Confesso che darei l’anima, ammesso che ci sia, se ci fosse una sola persona che per me farebbe lo stesso. “Devi iniziare a fidarti”, mi hanno detto. “Se non ti fidi io che posso farci?”.

Ma non è facile fidarsi. E’ impossibile. Perché gli esseri umani sono dinamici, cambiano di continuo. Chi si evolve, chi resta fermo e chi torna bambino. E non ci si può fidare di qualcosa che non si smette mai di conoscere.

Sentirsi abbandonati, la paura di restare da soli. Come può essere che un’anima dannata abbia paura dell’inferno?

Comunque vadano le cose, non sento. Ferma, immobile, attendo la scintilla. Ma la fiammella dura poco, quanto la luce che entra nella tomba senza vie di fuga. E cerchi di fare tutto, cerchi di rincorrerla, la preghi di restare. Pregare, poi…

Questa fugge via, fatta per far soffrire o per dare una speranza? La speranza di rivedere quella fiammella aggirarsi nelle mie vene, nel mio corpo.

E torna il freddo. Almeno questo, lo conosco. Di lui mi fido. Così come del mio buio. Ho creduto di poter vivere in mezzo agli altri e con gli altri, ma ci sono ostacoli maggiori.

E quegli ostacoli sono proprio gli altri.

Reduci dalle loro vite passate a rincorrere un pensiero egoista, gli altri sono li, che mi passano accanto. Chi mi spinge, chi mi sposta, chi parla con quello dietro di me. Ma io, in tutto questo, resto invisibile.

C’è chi professa l’autenticità, ci ti chiede di essere chi sei, ci invece di te non ha capito nulla e si vende per un veggente. C’è chi invece di te qualcosa ha capito, eppure fugge, fa finta di nulla.

Come se gli altri non potessero sopportare il mio dolore, come se gli altri fossero bravi solo a dare qualcosa quando decidono loro. Non sanno aiutare chi grida dal cuore, perché forse l’unica cosa che sentono è una voce. L’unica cosa che vedono è un involucro di carne e tessuto.

Ma dietro… qualcuno si è mai chiesto cosa c’è dietro? Qualcuno che abbia mai capito veramente cosa c’è nell’involucro? No… nessuno si è mai posto il problema di verificare se la colonna ha delle fratture, se si può aggiustare, se magari si può mettere una toppa per evitare che si spacchi di nuovo.

In conclusione, posso dire che la colpa è della colonna. Sceglie sempre gli aiutanti sbagliati. Magra consolazione, però.

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