Archivio per febbraio, 2011

°°°°QUANDO LE LEZIONI DI MATEMATICA SUGLI INSIEMI VANNO SEGUITE – LE REGOLE DELL’AMORE°°°°

Posted in Senza categoria on 16 febbraio 2011 by AtrocitA Hyde

“L’amore è un sentimento intenso e profondo, di affetto, simpatia ed adesione, rivolto verso una persona, un animale, un oggetto, o verso un concetto, un ideale. Oppure, può semplicemente essere un impulso dei nostri sensi che ci spinge verso una determinata persona.”

L’amore è dunque la peggiore delle gabbie. Una persona, un oggetto, un ideale.

Dell’amore dicono di tutto, ne parla perfino la Bibbia. Ne parlano i romanzi, ne parlano le persone, ne parla la vita. È la cosa più bella che c’è, insomma. Si dice che al cuore non si comanda, dunque non si può obbligare ad amare. Ho troppe idee confuse su questo…

Perché se una cosa è così bella e libera da catene e gabbie, deve essere costretta in un’unica direzione? Chi ha deciso queste regole nell’amore? Nell’amore si dice che non ci sono regole, si dice che è libero. Ma forse non è così. Forse lo si dice solo per rendere lo sciroppo meno amaro.

L’amore è bello se vissuto come lo si desidera, non se costretto in regole etiche decisa da non si sa chi… e siamo di nuovo soli in un gruppo si amici sconosciuti.

Si canta dell’amore bello, dell’amore impossibile, di quello della propria vita. Ma dopo un po’ anche quello finisce. Cresciamo, ci evolviamo. E i nostri bisogni cambiano. E se cambiano, cambiano le aspettative nell’altro e in noi, cambia l’amore, cambia l’oggetto del nostro amore.

Amare più cose, più persone, non è possibile però. È eticamente scorretto. Perché, però?

Nessuno che mi da una risposta, nessuno che ha il coraggio di amare, forse, come si è sempre fatto. Amare incondizionatamente, amare tutto e tutti, amare, punto.

Amare quello che abbiamo e amare quello che ci manca, amare chi ci dona una parte del cuore e chi ce ne dona un’altra. Amare non è impossibile.

Perché dell’amore vogliamo l’esclusiva? Perché siamo pronti ad amare più cose ma non ad essere una delle tante cose amate? Gli esseri umani sono strani, sono così buffi che vogliono amore da più persone, ma non vogliono che quelle persone amino a loro volta.

Un amore biunivoco ed esclusivo, è dunque un amore egoista?

http://inwonderchat.blogspot.com/2010/06/e-perche-non-la-poligamia.html

 

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°°°°LE PAURE DI ALICE°°°°

Posted in Senza categoria on 6 febbraio 2011 by AtrocitA Hyde

 

 

Nella mia vita ho sempre studiato molto e studio ancora. Ho imparato l’italiano, la storia, ho cercato di impegnarmi nella matematica. Poi ho studiato l’economia, la finanza… Eppure, dopo tanto impegno, ci sono due cose che non riesco ad imparare… La prima è come reagire alla sofferenza causata dalla perdita di una persona che si ama e la seconda è amare. Sembra così facile quando si guardano i film, invece non c’è proprio nulla di naturale. Ma una cosa l’ho capita. L’amore è come una partita di poker, se vuoi vincere, devi essere disposto a puntare tutto.

 

Mi fermo a riflettere. Anzi no, c’è poco da riflettere. Questo cuore non perdona, questa vita non perdona. Bisognerebbe chiedere cosa significa vivere.

Anche in quel caso, forse, non avrei rischiato. Il rischio non fa per me, Figlia della Notte con ancora indosso una labile anima. Perché provo dolore? Perché continuo a volere tutto per me? Non è questa una vita che si professa bella e ricca di avventure. Non è questo l’amore di cui si è narrato. L’amore brucia, ti annienta. Perché soffrire così? L’istinto si sta lasciando sopraffare. Non leggo più niente di mio in ciò che faccio. Non sento più niente in quello che faccio.

Voglio chiudermi nel buio, ascoltare l’ululato dei lupi che avanzano in questa notte fredda. Voglio smettere di soffrire. Ma come si può non soffrire quando la vita sembra eterna? Quando tutto sembra avvicinarti alla morte… non è mai morte, è solo dolore. Troppo.

Credevo che sarebbe rimasto al mio fianco. In quel parco che odorava di umidità e sporco c’erano molti volti, quasi familiari. Ma mi sentivo sola. Un attimo, uno sguardo e tutto sembra cadere. Va tutto per il verso sbagliato però. Una presentazione.

-Questa è una mia amica.

 

E una fuga, vicino ad una panchina, di quelle verdi, incrostate di ruggine. Un attimo. E li un altro sguardo. Due corpi vicini. Ed uno dei due non è il mio.


“Non mi dire no, da solo impazzirei”

Una fuga verso gli altri, verso la solitudine e l’apparente voglia di stare con gli altri. Poi, di colpo, una stanza. Una stanza da una planimetria strana, geometrica, fredda. Attratta da una porta, corro nel verso opposto, ma apro la porta sbagliata. Un letto, un lenzuolo che copre di colpo un corpo scultoreo, odore di umido e di sbagliato. Una ragazza avvolta da un asciugamano da albergo, capelli ebano e biondo cenere. Una trasformista?  E poi uno sguardo di piacere perverso.

 

-Posso farlo anche io. Sei arrivata tardi.

 

Guardo. Meraviglia, stupore. Non so cosa fosse. Un cuore che brucia, si infiamma. E una fuga diretta verso l’altra porta.

Di nuovo il parco, ancora con la sua umidità e il suo caos. Ancora più sola. Voglio scappare con eleganza, non voglio che nessuno mi veda. E poi il loro ritorno, lo sguardo amichevole di lei, come se la storia fosse sempre stata un’altra ed io avevo sbagliato favola. Ma la favola era la mia, era lei quella sbagliata!

Tutto al contrario, tutto che cade nel verso sbagliato. In lontananza la strada asfaltata, voglio voltarmi e andare. Invito insistente a restare per il pranzo comune. Accetto, non voglio farmi vedere arrabbiata e frustrata e tradita. Io lui, l’altra, quella che no deve esserci. Cattiveria negli occhi di lui. Mi alzo, prendo la borsa e vado.

Poi mi prende per un braccio.

 

-Hai sentito cosa si prova?

 

Lo guardo, un viso intristito ed io li, in mezzo ad una storia che non è più la mia. Che restino insieme, ho sbagliato favola.

 

“Abituato alla realtà, ti vengo incontro qualunque sia la verità”

 

Un sogno, un incubo. Ma Alice non resiste. Si sveglia. Un urlo strozzato in gola, lacrime che scendono. I polsi, doloranti. Legata ad una vita che le sfuggiva di mano, che ancora le sfugge. Legata ad un amore che non è amore in quella storia. Legata al dolore, ancora. E alla paura.