°°°°SOLITARIA RICERCA DI UN’ANIMA°°°°

Le macchine che sfrecciano

Luci che corrono sull’asfalto.

Un vento freddo antico.

Foglie che roteano alberi che

Danzano e il

Dolce profumo della morte mi

Accarezza il viso.

La terra

Si apre ancora una volta e

Lascia posto a loro,

figli del male, delle tenebre.

Anime

Fragili gli umani! E così cammino,

La mantella che

Copre i miei passi.

In cerca del mio compagno

Di morte, del mio consorte

Bevitore

Del mio sangue:

Avanzo.

 

 

Siamo dell’umore giusto per un frammento di E.A.Poe (da: Elena, 1848):

“Non fu il Destino che, in quella notte di Luglio, / non fu forse il Destino (e Dolore è l’altro suo nome) / che m’arrestò, davanti a quel giardino, / a respirar l’incenso di quelle rose addormentate? / … Si spense il perlaceo lume della luna: / non vidi più sponde muscose, tortuosi sentieri, / i lieti fiori e gli alberi gementi; / e moriva quel profumo stesso delle rose / tra le braccia dell’aria innamorata.”

Avanzare con ogni mezzo verso l’inevitabile capitolazione, rallegrandosi di essere perduti, di non spargere nulla se non gemiti e macerie.

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