°°°°NON SOY COMO TU’°°°°

Se fossimo uguali o almeno simili non ci sarebbe bisogno di chiedere scusa. Ma non siamo simili, né tanto meno lontanamente uguali. Questa parola così triste, se pronunciata da un soffio di voce, è all’ordine del giorno. Umani e Vampiri non posso stare insieme. Tu, Umano, giochi con il fuoco della passione. E quando la fiamma è accesa e arde è difficile da spegnere. E il rischio di bruciarti è alto, troppo. E allora noi, Figli di Nyx, cerchiamo in tutti i modi di inglobare questa fiamma, di renderla parte di noi. Ed è così che facciamo l’amore. Da soli. Ed è così che restiamo per tutto il tempo, preda delle nostre fantasie, dei nostri pensieri, dei nostri perché. E preda di una solitudine bestiale ci aggrappiamo a tutto. Forse è per questo che cerchiamo la sangre de los Humanos. Ci ricorda la vita, la spensieratezza. Quella cosa che invidiamo a chi si assomiglia e che noi non potremmo mai condividere se non con un altro Figlio di Nyx. La vita..che spreco di tempo se vissuta a piangere! Tante cose non vanno, tante cose vi riempiono la testa. Ma con noi, la nostra Dea è magnanima. Ci regala sprazzi di ingenua vita per meditare sulla nostra esistenza. Ci ha donato il potere della riflessione e dobbiamo saperlo usare nel modo corretto. Ma le voci che corrono in questa testa e che passano per lo stomaco con il dolore di un martello nel petto non sempre ci aiutano. Insicurezza, disorientamento, perdizione. Anche se nascondiamo i denti, gli occhi iniettati di sangue e la fiamma che arde non siamo in grado di rinnegare noi stessi. E allora chiediamo di essere presi per quel che si è, dei mostri per voi Umani, la perfezione per Noi. E così si scambiano i ruoli, diveniamo prede e carne fredda supplicante per un briciolo di amore. Che vergogna! Che mostruosità! Forse non ci arrendiamo alla nostra condizione e bramiamo calore. E anche quando ci fa schifo, ci umilia, siamo li, pronti ad accogliere altra carne, a sentirne i profumi e ad ascoltarne le parole. Parole disgustose, parole di poeti. Sempre più la poesia svanisce per far spazio a parole che tagliano l’aria. E tutto diventa polvere. E i miei occhi soffrono chiedendo disperatamente un buio profondo, che spaventa. Ma è il mio buio, il mio amico, il mio fidato amante che veglia su di me. Non mi farà del male. O forse si? Mon amant mi allontana da quel bizzarro sentimento, mi parla di un’esistenza impossibile. Mi racconta di uomini e donne e di come potrei lasciar correre la mia furia con loro. Mi racconta anche di come è faticoso spacciarsi per un Umano, per uno come voi. La Trasformazione non è completa. Vivo al confine tra un paradiso morto e un ricco inferno. È proprio a questo punto della riflessione che trovo la risposta.

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