Archivio per marzo, 2010

°°°° °°°° FAVOLETTA DAL TEMPO SCONNESSO – LA STORIA DI PASQUINO, DEI CAMPANILI E DEL GENERALE °°°°

Posted in Senza categoria on 18 marzo 2010 by AtrocitA Hyde

In diretta dalla mia stanza. Tanto per dirne una, torniamo
al solito discorso “ Ascoltiamo le campane dei due paesi prima di buttare giù i
campanili e far rinchiudere i preti che tirano le corde”. Così, giusto per
mettere un altro sfogo qui, su FACEBOOK. Ma partiamo da principio, altrimenti
torno ad essere accusata di stregoneria. Così parlò Zaratustra! E via al
commento! Prego , signori e signore, girate la ruota del mouse e cliccate su
“commenta”!! In palio un magnifico viaggio verso quel paese. .. ovviamente il
paese dei campanili, ci mancherebbe che lancio una parolaccia a tutti quelli
che leggono.

Così accadde che qualcuno busso con tale grazia alla mia
porta da farmi credere di essere tornata sotto le SS. Su dunque! Chi bussa con
cotanta forza! E fui investita da un volto iroso e fuori di senno. Eppure non
sono stata colta in flagranza di reato, per bacco! Cosa posso aver mai fatto?

Riassumendo i tratti inutili per me della storia de “Il
ritorno del generale Friz” vengo accusata senza cognizione di causa di troppe
cose che nemmeno ricordo. Vabbè, è evidente che il ciclo è nell’aria.. non c’è
verso di domare l’insolita creatura a tal punto che intervengono le forze
dell’ordine e , ammanettato il baldo Friz, quasi mi rassereno.

Ma ha un’arma segreta costui. E lancia una maledizione. Cercate
di capirmi, una maledizione!!! A me!! A questo piccolo diavolo!! Ma come si fa
dico io, come si fa!!

Si fa si fa..soprattutto quando c’è qualcuno che vive dei
commenti degli altri, di ciò che pensano, dei loro consigli e delle loro giuste
parole. Poveracci costoro che vivono in tal condizione!! E il generale è uno di
quelli. Così finisce che ci sediamo, lui in cella, io fuori, e finiamo a
discutere di questa vita. “Guarda cosa dicono di me! Guarda cosa succede a
questa mia anima turbata per ogni tuo impuro gesto!!”.

Costui si preoccupa troppo, e mi consiglia comunque di non
farmi rodere il fegato. Io?

Il fatto è che ho appeso un manifesto in piazza, lo sfogo di
chi non sopporta il proprio vicino di casa. In fondo – che Dio mi fulmini se
così non fosse! – siamo in un paese democratico, libero e altre blande
fandonie.  Così da fastidio che io
pubblichi un mio pensiero. Ma io lo faccio lo stesso, visto che lo espongo in
uno spazio apposito. Sono un po’ come Pasquino…  Chi non è interessato è pregato di rivolgersi
ad un’altra piazza, perché questa qui, che porta il nome di Ylenia Del Giudice
nel paese di Facebook, nella regione dei social network, è privata. Strettamente
personale. Che poi la sottoscritta inviti la gente a farsi gli affari suoi non
è un problema. Se vi da tanto fastidio ciò che scrivo basta dirlo. Perché, ad
essere infastiditi, sono soprattutto quelli che restano fuori dalla storia,
quelli che non sono chiamati in causa. E i vostri commenti e messaggi creano
notevoli disturbi al povero Friz!! Povero generale! Perché poi qualcuno lo
ferma, lo ingabbia, lo fa riflettere. E ottiene questa espressione: EH…

E allora abbiate pietà! Ho sempre detto che le campane vanno
ascoltate prima di chiamare i carri armati e distruggere i campanili! Non si
può mica decidere di buttare giù il campanile rosa senza averlo sentito
suonare!!

MORALE DELLA FAVOLETTA DAI TEMPI SCONNESSI: siate maturi,
ascoltate entrambe le voci e poi, se volete, commentate pure. Ma davanti
entrambi i campanili.

°°°° SE TELEFONANDO IO POTESSI DIRTI ADDIO °°°°

Posted in Senza categoria on 18 marzo 2010 by AtrocitA Hyde

Caso vuole che mi ritrovo con la forza di pigiare sui tasti del pc piuttosto che utilizzare le dita per cavare 2 paia di occhi. Avevo bisogno di scrivere da un po’ ma non trovavo ispirazione. E così mi sono ritrovata ad avere quel senso di angoscia ed ansia che hanno le anime nere. Benissimo, dopo questa giornata ho trovato la forza e la voglia (?) di scrivere, sperando di buttar via un po’ di tensione.

Non c’è cosa più odiosa di sentire una figura di sesso maschile che pronuncia queste parole: “Sei nervosa. Si si, è un periodo che sei nervosa. Ma devi stare tranquilla. È colpa del ciclo, ogni volta ti arrabbi con me per qualsiasi cosa, scarichi tutto su di me. Me lo ha detto anche tua madre che sei nervosa”. E cosa peggiore, è sentirselo dire proprio quando, pre-ciclo, mandi giù tutto per vedere se è così che funziona. Un paio di settimane fa sono partita per un week-end a Bologna.

Ci muoviamo con la mia macchia => posso fumare, ascolto la musica che voglio (bene o male), non mi devo fare troppi problemi per qualsiasi cosa.

Il tutto perché ovviamente ho bisogno di avere mezzo dito di finestrino aperto, anche in autostrada, voglio fumare e non voglio creare una vera e propria cappa. È giusto che chi sta a fianco debba lamentarsi per tutto il viaggio? Ora fa freddo, ora non si può tenere il finestrino aperto perché NON SI Può!!, ora fumo troppo, ora ho già fumato, ora perché ti fermi?, ci siamo già fermati 200 km fa! E il tutto contornato da battute sulle donne che non
sanno guidare. Vi sembra normale? Fa freddo: non ti metti la felpetta e la mezza manica di cotone. Ho freddo alla testa: ho il collo nero che metto sempre, puoi usarlo. No, è che ho freddo ai piedi: ti metto l’aria sotto. No, è
che mi viene la cervicale, tira vento: mettiti la scarpetta, è dietro, sul sedile dietro il tuo. Levi questa musica, è una lagna!: preferisci la radio che non si sente? No, è che è sempre la stessa: metti l’i-pod, ho il cavo. No, è che non mi va di metterlo: allora ascoltati questo cd. Le curve le fai male: non abito sulle montagne di Heidi, mi trovo meglio a correre nel circuito di Monza. Le donne non sanno guidare: anche tu non sei il massimo in città. Se ci fermiamo ancora facciamo tardi: devo guidare, e devo prendere un caffè. Si ma guido io: ti puoi anche ammazzare, la macchina è la mia.

Tutto il viaggio così. Immaginate che spasso. Ed io che mando giù. Tornati a Roma, si sta tranquilli. Anche la permanenza non è stata male.

Metteteci poi che ci sono situazioni in casa che non capisco. Cane, cucciolo ma grande quanto un cinghiale, prende i fazzoletti di carta e li tiene in bocca, si nasconde sotto il divano, mio fratello che va li per toglierlo ma dopo un po’ l’altro ringhia e abbaia. Quello prende il giornale e gliene da di santa ragione. Ora, non amo farmi mordere, ma per ora lo ha fatto appena arrivato e per giocare. Ora mi lecca, mi fa le feste. Perché fargli così? Mi fa anche piacere vederlo e strapazzarlo di coccole. Ma non sono in grado di portarlo fuori da sola. 3 volte che l’ho fatto, 3 volte che sono tornata su infangata e disperata. E 3 volte che si sono arrabbiati con me perché non ero capace. Scusate se vi facevo un favore… aggiungete un padre brontolone e una professoressa che mette in seria difficoltà la tua autostima, e siamo arrivati a Nagasaki.

Questa mattina porto la colazione alle compagne di corso, le trovo morte appena sveglie. Ci ha svegliato AXXX, urlando che non ero all’ università e che avevo fatto tardi.

Il buongiorno si vede dal mattino… Da li le ovvie u8329759732570u02 (numero imprecisato) di telefonate con varie urla e commenti. Fatto sta che mentre quella discute, in 3 commentiamo. Ne esce fuori che quella
non prende posizione, che è troppo il comportamento di lui e che 2 ragazzi su 4 non sorridono nelle foto (o meglio, sorriso fintissimo) con le rispettive ragazze, ma con gli altri si scompisciano.

A questo punto sorge la domanda: chi sono gli altri?

Unica risposta: amici e ragazze al di fuori di noi.

La metto sul personale perché questo è un mio sfogo, quindi se volete proseguite, altrimenti chiudete e passate a Farmville oppure a trovare nick indecifrabili per MSN. Cene a coppie? Le uniche sceme siamo noi ragazze. Foto della coppietta? La morte fatta persona (dipende dalle situazioni) e un manichino.

Poi però passi in rassegna le altre foto in cui compare. E ti prende un coccolone. Allora è vero. Foto al mare con gli amici? Mille risate tra cui un sorriso smagliante del quale mi sono innamorata. Foto in loco? Idem. Grandi sorrisi e grandi abbracci. Cene di classe? Qui poi… Ebbene, rispizzando (tanto per restare in tema poker) alcune foto, sono incappata in quelle che commentai illo tempore: “Perché ti sei fatto certe foto? Sembrate fidanzati.. E questa? Ma tutte con lei!!” la risposta: “Amò!! Ma io che centro! La macchinetta era la sua..mica potevo dirgli di no!”. Benissimo. Quanto meno evitate mani fra le mani, volti a dir poco attaccati. Su 60 foto qualcosa come 20 sono le loro. E sempre vicini. Perfino al tavolo. Da un ragazzo più che 20enne non ti aspetti certe risposte, sono sincera. Sono gelosa, non mi fido di niente e di nessuno dati i precedenti adolescenziali. E mi è stato rimproverato. E ho deciso di frenarmi per un bene comune. Credo di riuscirci, dal momento che la sua aria la prende senza interruzioni con telefonate dal numero sempre imprecisato e cazziatoni al momento. Eppure manca sempre qualcosa. Abbiamo perfino trovato un punto d’incontro: si esce per i fatti nostri ma quanto meno si avvisa. Lui chiamava r875555555555555431’8598 volte (sempre numero imprecisato), io non mandavo messaggi né tormentavo. Così,con il sistema messaggi brevi, abbiamo cercato di risolvere. Il mercoledì sono a pittura, non amo essere disturbata e stare al cellulare per ore quando mi sto rilassando davanti una tela, eppure mandava sempre messaggi idioti. Dico idioti perché pur non essendo complicati, disturbano. Perché poi se non rispondi arriva anche il secondo messaggio. E così oggi manda un messaggio idiota in risposta al mio “eccomi J” dell’arrivo da Maestro. Poi però niente. Ci sentiamo verso le 8 e alla domanda “ Ma l’aperitivo poi?” “ E amò, son già tornato a casa!”  “Vabbè, ma un messaggio no?” “E amò! Ma lo sapevi che ci andavo! Te lo avevo detto! Tu ti dimentichi tutto ultimamente!”.

Non avevo molta voglia di discutere guardando il commesso del Burger King.

Poi a casa una conversazione in cui mi rendo conto che effettivamente ci sono seri problemi di connessione fra noi. Come al solito faccio una domanda e lui risponde con un’affermazione che è proprio fuori tema. Al che chiedo il perché e di nuovo risposta fuori tema, con l’aggiunta di “ho letto male, ma volevo comunque precisare”. Cosa voleva precisare? Una cosa che poteva risparmiarsi allegramente. E di nuovo giù con la frase del secondo
capoverso. Inutile che la riscrivo, tanto chi legge ed è femmina sa benissimo a cosa mi riferisco, probabilmente i ragazzi andranno a rileggere.

In sostanza durante il corso ho iniziato a dipingere un pugnale. L’ho osservato in tutta la sua bellezza ed ho immaginato di cavare gli occhi e tagliare le mani a chi se le stringe con tanto calore e tanto affetto.

Good nightmare…