Archivio per maggio, 2008

EI BEN…MENO MALE CHE CI SEI TE CHE MI ILLUMINI CON QUESTE CANZONI!

Posted in Senza categoria on 29 maggio 2008 by AtrocitA Hyde

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Posted in Senza categoria on 29 maggio 2008 by AtrocitA Hyde

No…pure questo no. Ma da quando te devo avvisà che vado a  dormire? Hp pranzato e sono crollata…ho i cellulari in stanza e lo sai che se non rispondo c’è un motivo. sempre lo stesso: non ho voglia di andare e prenderli. Ora fattene una ragione…io sono così…un essere mortale che non viaggia con i cellulari al collo…dormo anche io, giuro…non sembra ma è così.  

°°°° ANCORA UNA VOLTA UN INCUBO FELICE °°°°

Posted in Senza categoria on 22 maggio 2008 by AtrocitA Hyde

Ancora un altro sogno. Particolare, però. Questa volta avevo il pancione di otto mesi e andavo con un abito blu che in certi momenti diventava arancio e poi bianco. Ero con mia mamma a comprare una cucina. Un negozio tutto di vetro con le cucine bianche. Tutte bianche e luminosissime. E io che urlavo che volevo questa cucina e per questo motivo facemmo aprire il negozio a tarda notte. Poi ricordo solo di me che urlo, ancora, perché chiesi l’anestesia totale per partorire e nessuno mi voleva fare l’anestesia. Poi mia mamma che si arrabbiava con me e diceva che non serviva nessuna anestesia perché tutti partorivano e non capiva il perché solo io dovessi fare tutti quei capricci. Poi le urlavo che o mi anestetizzavano totalmente o mi facevano un parto cesareo o io non partorivo. E mia mamma di tutta risposta mi diceva che potevo benissimo non partorire.

 

Questo non è un sogno…è un incubo.

°°°° SOGNO DI UNA POSSIBILE VITA °°°°

Posted in Senza categoria on 16 maggio 2008 by AtrocitA Hyde

Ieri mi sono addormentata non appena mi è arrivato il messaggio di Simone. Erano le 21.15 circa… ho chiuso gli occhi con il cellulare in mano. Mi sono svegliata verso le 22.30, dopo aver sognato di una casa bianca, tutta luminosa, con tante finestre. C’era un giardino, un bel giardino, grande, con una specie di laghetto. E io e lui li. Lui era veramente contento. Gli occhi pieni d’amore per me. In giacca e cravatta. E io con un paio di jeans chiari, a vita alta, i soliti insomma, e un maglione verde scuro, di quelli di cotone pesante. Perché c’era il sole, ma faceva fresco. Io ero felicissima…sorridevo come non avevo mai sorriso. E lui li, che mi guardava, con gli occhioni grandi. Potrei anche disegnarla quella casa. E anche il giardino, con tutti quei sassolini piccoli. E io che mi sentivo veramente bruttina con quel maglione grande grande. E lui invece che mi ripeteva che gli piacevo troppo. Eravamo così felici assieme…e poi…

 

E poi suona il citofono. E io mi sveglio.

°°°° VUOI ESSERE FIGHETTA? NO, GRAZIE °°°°

Posted in Senza categoria on 15 maggio 2008 by AtrocitA Hyde

Questa notte crisi di panico. Quasi un mese all’inizio degli esami. E io non ho ancora finito la tesina. E non ho ancora recuperato un paio di materie. Il tempo per stare con Simone si riduce ad una volta alla settimana se tutto va bene. Lunedì mi vedo con Stefano. Mi da una mano con la tesina. Simone mi aveva promesso che mi avrebbe aiutato, ma, ahimè!, sotto esame anche lui…oggi studio intensivo di arte. Domani di fisica. In più ci sono le aggravanti con la mostra dei gessi restaurati. Fai la locandina, segui tutto, pensa, agisci… e la voglia di far tutto e niente che si impadronisce di me. La paura di non superare la maturità con un voto decente. Però alla fine dicono che non importa il voto. Basta che si passa. Ma ci resterei un tantinello male se, a causa delle mie aspirazioni, la storia con Simone degenerasse in un rapporto univoco. Perché al momento penso allo studio. Perché vorrei dare qualche soddisfazione anche al parentato. Che ci tiene tanto. Non ho nemmeno il tempo di curare la mia persona. Certi capelli da far invidia al più brutto dei mostri. Non capisco se mi sto ingrassando o meno. Mi sento uno straccio. Mi fa male tutto. E se prima riuscivo a lavorare anche di notte. Ora non più. Alle 21 ho già sonno.  E poi non è che la mattina mi alzo alle 5. mi alzo alle 6.40, o alle 7 a volte. In più mi metto in vasca, apro il quotidiano, e leggo della morte della ragazza di 14 anni. Di nuovo la “donna – oggetto” , la “donna – bambola”. Una cosa che mi rattrista è proprio sapere che l’importante per le ragazze di oggi, molto spesso, è l’immagine. Quello che pensano di te gli altri. Che sei una “fighetta” solo se fai cose “immorali”, solo se esci dagli schemi. Dandoti per nulla, un’etichetta che però all’interno del gruppo di animali in cui ti ritrovi è un segno tangibile di superiorità. Superiore a cosa, poi, non lo so. Una ragazza di 14 anni trattata come un pezzo di carne da macello. Senza ritegno. Da vergognosi “uomini” minorenni. E forse anche minorati. Gli eroi della situazione, direbbero nella classe. Melissa P.? la stessa cosa. Per essere al centro della scena. Si fa di tutto. Pagandone le conseguenze.

La bimba di Napoli, sequestrata alla mamma. L’intero quartiere pratica ancora il linciaggio. La bambina sta bene con la mamma, ora. Momenti di panico, certo. E adesso? Campi rom incendiati. Perfetto. Sono della stessa idea. Avrei fatto lo stesso. Ma da li si trasferiranno altrove. E il problema non è risolto. Io non ci capisco più nulla. Alla fine tutti che parlano e parlano… e io non sono libera di uscire di casa la mattina con un paio di jeans larghi e una semplice camicia. Perché anche così mi sento dire cose pessime. Devo stare attenta a quando, la sera, scendo dalla macchina con l’abito nero scollato, la scarpa col tacco. Perché anche li si rischia che non solo ti tirano addosso qualsiasi espressione ignota al vocabolario monacale, ma anche che manifestino il loro “affetto” in maniera poco cavalleresca. Diverse volte mi sono ritrovata le mani nella maglietta. Perfino sul bus, il 117. via del Corso, mica l’estrema periferia! Eppure…

In conclusione: che mondo di merda…

°°°° PER FAVORE…VIVIMI PER QUELLA CHE SONO…°°°°

Posted in Senza categoria on 12 maggio 2008 by AtrocitA Hyde

Ci sei te al centro della mia vita. Si è vero. È grazie a te che sto ancora qui. Non mi piace fare la vittima. Ma se mi viene espressamente chiesto di tirar fuori quella che sono veramente, allora impara ad amarmi anche così. Perché fino ad ora hai amato la felicità, hai amato il teatro e la maschera. Ora no. La maschera è caduta giù. Ora c’è solo del marcio. Quel verde muffa che non è invidia, gelosia. No. È semplicemente quella che sono. Quella che si sente male già al sol pensiero di doversi alzare e lottare. Quella che si sente uno schifo. Quella che non è quella che vorrebbe essere. Quella che conta sulle punte delle dita le vittorie. Le sconfitte? Tante, troppe. Ho perso quello che avevo di più caro ed ora, che mi consolavo con la capacità di saper scrivere, ora, anche quella. Altra sconfitta, altra perdita. Non so più scrivere. Non ho tempo. Nemmeno la voglia. Di persone vere ne conosco poche. Sono mie amiche. Forse lo erano. Un tempo. Non so nemmeno più se sono vive, se sono cambiate. Pensi veramente che quando ti sento stanco non mi rabbuio, non mi sento quasi colpevole? In fondo ti alzi presto, corri da una parte all’altra, poco il tempo per stare assieme. Ti faccio spendere energie. Ti faccio arrabbiare. E tu pensi veramente che io ti renda felice? Forse perché tu hai tutto quello che ti rende felice. E io completo l’opera. Come se fosse una firma, un sigillo di una lettera. Io non ho tutto quello che vorrei avere. Forse più in la col tempo avrò qualche soddisfazione. Qualche ringraziamento per il lavoro che svolgo. Ma adesso come adesso no. Cosa mi rende felice? Cosa mi regala un sorriso? Essere apprezzata. Condividere qualcosa di mio con qualcun altro. Con te va sempre tutto bene. Non sei tu il problema. Ma non esisti solo tu. Penso a te e sono contenta. La mattina mi alzo con la speranza di trovare un tuo messaggio di buongiorno. Per un attimo sorrido. Poi, di nuovo tutto nero. E non mi basta un sorriso. Vorrei di più. E non dire che non sei tu quello che mi rende felice. Non dire che non sei tu quello giusto. Perché quante volte ti ho detto che con te sono rinata? Che con te ho imparato a vivere? A sorridere…si esatto. Hai letto bene. Ma mi riferisco sempre al concetto dell’amore. Anzi. Amore, con la lettera maiuscola. Perché per il resto non ho imparato nulla. Figurati che con te ho imparato pure a risparmiare. E poi? A ridere fra amici? Si, è vero. A Colleferro rido, scherzo. Ci divertiamo assieme. Poi però torno nel mio mondo. Ho bisogno di staccare perché quei sorrisi non appartengono a me. Non ho il problema di mandare avanti una famiglia, non devo arrivare a fine mese risparmiando sulla spesa. Non sono problemi che mi appartengono adesso. Dopo si. Ora no. Ti chiederai allora il perché dico che preferisco morire piuttosto che stare qui. Te lo dissi al telefono. Quando entrasti nelle mie quattro mura di cristallo. Oramai di me sapevi quasi tutto. Eppure non sei ancora convinto che io possa pensare tutto ciò. Credi che mi diverta a non essere me stessa? Credi che mi diverta a stare con te sapendo di star bene e dover controllare la mia rabbia, la mia insicurezza, la mia insoddisfazione per tutto? Si insicurezza. Perché non so mai nulla. Non sono sicura di nulla. Sono sicura che per te conto qualcosa. Sono sicura che per te sono una parte della tua vita. Sono sicura che mi ami. Va bene se hai la concezione di due cuori e una capanna, ma la faccio mia solo nel mondo dei sogni. Perché è li in cui sto bene. Sognando qualcosa di bello. E allora sogno me e te. Sogno di te, del tuo sorriso falso e plastico di ogni foto. Che però quando non c’è mi manca. Io e te siamo tanto uguali quanto diversi. Finiti gli esami manderò a fanculo tutti coloro che hanno contribuito a rendermi così insofferente alla vita. Mi costruirò di nuovo una vita che mi appartenga. La farò a modo mio. A modo nostro se vorrai. Come nostra sarà la macchina. Come nostra sarà la casa, il letto e magari come nostri saranno i figli. Ma ora non posso. Non è ora che posso fare questo. Provo a renderti felice, ma non riesco. Altro fallimento. Ora vado a letto, con la speranza di un tuo messaggio della buona notte. So già che non arriverà questa notte. A quest’ora stai a letto. Ti starai rigirando nelle lenzuola, in preda a domande e alla ricerca di risposte. O forse starai semplicemente dormendo. 

°°°° LA MIA VITA °°°°

Posted in Senza categoria on 4 maggio 2008 by AtrocitA Hyde

Ora…

 

Uff…finalmente un po’ di tempo da dedicare a me e agli eventuali sfoghi. Ci sono un sacco di cose da dire. Sono dal parrucchiere, mi chiama G. e mi fa capire che se non viene L. lei non sarebbe venuta il primo maggio, quando mi aveva dato l’ok una settimana prima. Lei voleva stare con la sua amica. Perfetto. Ieri mi sarei dovuta liberare per la sua festa. Nulla in contrario. A parte il fatto che non mi ha detto nulla dei vari cambiamenti. Che mi hanno chiamata e per sbaglio lo sono venuta a sapere. Allora: in centro no perché a G. non piace il caos. A Piramide no che la discoteca iniziava quando G. doveva andare via. In tale data no che L. non poteva. G neppure…. Ma a me hanno pensato? No. Ovvio. Perché tanto Ylenia è la cretina che dice sempre si, che non ha mai nulla da obbiettare. Questa volta no. Sono saltati dei viaggi per la disorganizzazione, per la dimenticanza. Tanto Ylenia non se la prende. E che ci fa?, direbbe mia suocera. Ci fa ci fa, risponderei io. E rispondo. Perché alla festa non sono andata, nonostante l’avesse spostata sotto casa mia. Il problema, voi direte, qual è? È che lo ha fatto solo dopo che mi sono arrabbiata, che le ho detto che non sarei andata la sera. Questo comportamento a me non va giù. Si, è vero, abbiamo 20anni, ma non vuol dire che non dobbiamo organizzare le cose come Cristo comanda. La festa del primo maggio? C’era tutto. Da bere, da mangiare, forse troppo. Il sole, l’ombrellone, la musica, la partita di pallone al Circo Massimo. Pensate un po’!, pure Susanna è venuta! E se viene lei, vuol dire che poteva venire anche qualcun altro…che ha pensato bene di dimenticarsi di un’uscita la sera prima, e di non venire, conseguentemente, alla giornata del primo maggio.

 

Nel frattempo…

 

Ieri si è aperta davanti a me una futura carriera come modella. Poso per fotografi. Simone non è d’accordo. A me l’idea piace. Ho fatto un sacco di scatti…meravigliosi.

 

In più…

 

Più passano i giorni e più sto veramente bene con Simone. Potrei fare di tutto con lui. Mi fido. A lui affiderei la mia vita. So che la terrebbe così stretta fra le sue mani che, senza accorgersene, potrebbe romperla. La difenderebbe. E non permetterebbe a nessuno di scalfirla. Come un diamante per lui. Come la cosa più preziosa a questo mondo. Forse come la sua stessa vita.