°°°° QUELLA NOTTE DI UN ANNO E MEZZO FA…°°°°

A più di un anno di distanza riscopro la paura di quella stessa notte. Quello che ho fatto è imperdonabile. E tu lo sai. Te l’ho detto. Quanto avrei voluto stringere quelle manine piccole e calde a me! dopo quello che ti ho detto, ti sei chiesto perché preferisco che tu non conosca quella ragazza? Perché troveresti l’indecisione di quella stessa notte, assaporeresti le lacrime di quella ragazza che pugnalava una vita. Una vita piccola, piccina, dentro di lei. Pensa. E se fosse stata una bimba? Magari avrebbe avuto i capelli scuri scuri e gli occhi come la pece, gli occhi profondi della mamma, quella mamma che non vorrà mai più essere. Quella mamma che è morta con quella bimba. La mamma che gioiva delle piccolezze della vita, che ora sorride per dovere. Deve sorridere. Quella mamma mancata che ora soffre. Ti sei mai chiesto perché quella ragazza ride nei momenti in cui tu hai più paura? Forse perché sa che lei è proprio quello che vorrebbe, al di là delle sue paure, delle sue angosce, forse è quello che desidera più di qualsiasi cosa. Ma sa per certa che in questo momento, a quest’età, commetterebbe un secondo omicidio. E non può permetterselo. Farebbe del male. Altro male. Forse anche a te. Perché quella ragazza ti ama, e non può permettersi di farti del male.

Hai chiamato pochi istanti fa. Sono le 23.37. Alle 21.47 mi mandasti un messaggio dicendomi che tra poco mi avresti chiamata. Come vedi anche tu hai una concezione del tempo abbastanza strana. Al telefono ridevo per non piangere. Perché rovinarti la serata con gli amici? Quando poi tornerai a casa magari leggerai l’intervento. Mi hai chiesto se parla di te. Si, è vero, parla un po’ di te. Ti ho anche scritto una lettera, poco prima di cena. Aspettando la tua chiamata.

 

Dal rumore del mondo
dalla giostra degli attimi
dalla pelle e dal profondo

dai miei sbagli soliti
dal silenzio che ho dentro
e dal mio orgoglio inutile

da questa voglia che ho di vivere…..
volevo dirti che ti amo
volevo dirti che sei mio
che non ti cambio con nessuno
perché a giurarlo sono io
volevo dirti che ti amo
perché sei troppo uguale a me

quando per niente litighiamo
e poi ti chiudi dentro te
da ogni mio fallimento
dal bisogno di credere
da un telefono del centro
dalle mie rivincite
dalla gioia che sento

e dalla febbre che ho di te
da quando mi hai insegnato a ridere…..
volevo dirti che ti amo
volevo dirti sono qui

anche se a volte mi allontano
dietro ad un vetro di un taxì

e questo dirti che ti amo
è la mia sola verità

tu non lasciarmi mai la mano
anche se un giorno finirà
da ogni angolo dell’anima

dalla mia fragilità
da un dolore appena spento
da questa lettera…..
volevo dirti che ti amo

volevo dirti che sei mio
che non ti cambio con nessuno
perché a giurarlo sono io
volevo dirti che ti amo
volevo dirti sono qui

anche se a volte mi allontano
dietro ad un vetro di un taxì

volevo dirti che ti amo
volevo dirti che
che non ti cambio con nessuno
perché sei troppo uguale a me
volevo dirti che ti amo.
ti amo.

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