°°°° SAI CHE C’è? °°°° -.- °°°° C’è CHE TI AMO °°°° O_O

Tutto il pomeriggio che lo vedevo strano. La sera mi guardava, con una faccia da ebete mai vista. Mi risponde che è la faccia di un innamorato. Escono due lacrime. È sulle nuvole, sembra non capire quello che gli dico. Voleva dire qualcosa, si fermava, prendeva fiato, sospirava e mi baciava. Poi, all’improvviso, sotto le coperte, capisco che c’è veramente qualcosa che non va. Gli chiedo spiegazioni e dopo le mie insistenti domande e piagnucolii vari, mi guarda e dice: “ Sai che c’è?”. Poi abbassa la testa, prende fiato, apre gli occhioni e mi guarda, come per dirmi che fuori fa freddo: “C’è che ti amo”.

 

Io, starò con te sia insieme a te sia senza te
tu,
tu mai sarai ne’ senza me ne’ insieme a me
Io su di te

voglia che striscia disperata e tu aggrappata alla mia schiena liscia

Tu sopra di me
e
macchie avide sul collo e cosce tese e nelle reni un crollo
E polveri di luna nei cristalli degli
occhi tuoi bucati a fare entrare i miei
e noi sciacalli di baci sulle labbra unghie rapaci sulla pelle senza stelle ne’ indulgenza in questa rabbia.
Mai più noi due, soltanto io e te ma senza noi
restiamo poi nudi e più spogli di chi è nudo
e il letto è un nido caldo nella giungla e la speranza è una notte troppo lunga e non abbiamo neanche un volto e non abbiamo un corpo e tutto è sciolto nei muscoli lasciati senza forza
due pugili sfiniti che si abbracciano
e il gusto è scorza di un frutto di savana un fiume asciutto

i nostri fianchi sassi stanchi e sguardi bassi  smorfia gitana

Per la prima volta dopo tanto tempo, ho scoperto quelli che sono gli imbarazzi, il diventare rossi, il non sapere dove metter le mani, cosa dire in quei momenti, il come fare l’amore. Io gliel’ho detto. L’amore non so come si faccia. Ma l’atmosfera era giusta, una sola candela illuminava i nostri volti, occhi negli occhi, labbra su labbra, fianchi nei fianchi, e domande su domande, il libretto di istruzioni non esiste, il vocabolario è il nostro. Ginevra e Lancillotto erano spaesati, si toccavano, si volevano, ma nessuno aveva il coraggio di avvicinarsi. E allora restammo li, come Paolo e Francesca, tra un sonno e l’altro, tra un diavolo e un angelo, tra sesso e castità.

 

                                                     P1010911 copia

 

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