Archivio per maggio, 2007

al mio piccolo gabbiano

Posted in Senza categoria on 30 maggio 2007 by AtrocitA Hyde

Al mio piccolo gabbiano

 

Piccolo gabbiano

dalle ali spezzate,

sporcate dal catrame sputato

fuori dalle bocche

di quella macchina micidiale

che è l’uomo.

 

Tanti mostri

Pronti a ferirla

Solo per il puro piacere

Di farlo.

 

La sua libertà

È il prezzo che paga

Per vivere.

 

Vivere in una gabbia.

Nell’angolo remoto

Di quella gabbia,

questa gabbia,

che è il Mondo.

 

È piccola,

si protegge con le sue ali,

nessuno si accorge di lei.

 

Solo i suoi assassini.

 

Gli assassini della sua anima

Della voglia di volare via, che

Per fortuna, non è mai morta.

 

 

Giunone, maggio ’07

 

Mio piccolo gabbiano, ti voglio bene

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a chi dare retta… mmm…io lo so…

Posted in Senza categoria on 29 maggio 2007 by AtrocitA Hyde

Io nn te cerco più

Manko qui su msn

Se ti manko

Se la sera mi pensi prima di addormentarti

E qnd chiudi gli occhi

Prima di perderti nel meraviglioso mondo dei sogni

Ti appare la mia immagine nella testa

Sl in ql preciso istante ricercami

E dimmi tutto qll ke pensi su di me

E le tue intenzioni

Così potrai riflettere a mente vuota

O quasi                                                             

 

 da Enea il 22 maggio 2007

 

 

 

 

 

 

Quell’insegna al neon
dice si poi no
è l’incerto stato d’animo che hai
non ce la fai
ma dagli uomini
che ti abbracciano
e ti rubano dagli occhi l’allegria
non puoi andar via
non puoi andar via

se le lacrime
ti aiutassero
butteresti via il dolore che ora c’è
è dentro di te

Nella stanza 26
tra quei fiori che non guardi mai
dove vendi il corpo ad ore
dove amarsi non è amore
e sdraiandoti vai via da te
nella stanza 26
dove incontri sempre un altro addio
che ferisce il tuo bisogno d’affetto
in quel breve contatto che non c’è

L’uomo che non vuoi
l’uomo che non sai
sta bussando alla tua porta già da un po’
ma non gli aprirai
come rondini
imprendibili
vanno liberi da un corpo stanco ormai
i pensieri che hai

Nella stanza 26
tra quei fiori che non guardi mai
se ti affacci vedi il mare
ricominci a respirare
poi ti perdi nella sua armonia
e hai il coraggio di andar via
via da un mondo sporco che non vuoi
via da un bacio che non ha tenerezze
che non sa di carezze

e cammini lungo il mare
nel suo lento respirare
tu sei parte di quel tutto ormai

Nella stanza 26
metti un fiore tra i capelli tuoi
mentre l’alba nuova ti viene incontro
nel profumo del vento

Nella stanza 26

 

 

Dedicata a me da qualcuno che dice di volermi bene

Oggi, 29 maggio 2007

stress pre matrimonio: uff che fatica!

Posted in Senza categoria on 29 maggio 2007 by AtrocitA Hyde

Ragazzi miei!! Ma sono così stressanti i matrimoni?

 

 

Cap. 1

La prova costume

 

Pure questa volta, vista la tragedia della cresima passata, sto facendo una tragedia per lo stadio avanzato della cresima, quando i ragazzi diventano grandi e vogliono una famiglia loro: il matrimonio.

Premesso il fatto che io odio tutte le cerimonie in generale (tranne i funerali, perché li non devo parlare con nessuno), il fanciullo che si sposa non è il ragazzo della cresima, no, bensì il papà di Lucifero, nonché mio futuro suocero, se Dio vuole! Si, in pratica sono stata invitata a questo matrimonio come sostituta dell’agente Leroy Jethro Gibbs, per evitare degli attentati da parte di Lucifero nei confronti degli sposi e del sindaco che si è assunto l’incarico di ufficiare la coppia.

Solo che, in quanto invitata, devo presentarmi in maniera adeguata (anche perché sono in missione segreta = AGENTE SOTTOCOPERTURA). Allora, i miei dubbi in proposito all’abito sono tanti.

 

1.     mia mamma dice che, avendo le gambe bianche, non posso osare un abito corto;

2.    mia mamma dice che, anche se mettessi quello corto, dovrei indossare le calze;

3.    mia mamma dice che, anche se indossassi le calze, dovrei indossarle di un colore scuro;

4.    mia mamma dice che gli abiti da me scelti sono troppo;

5.    il primo abito è quello del matrimonio in chiesa di mia mamma, lungo, scollato, ma sotto al quale dovrei mettere un sandalo, cosa che odio;

6.    il secondo abito è quello rosso anni ’50, scollato tipo cascate del Niagara, sotto al ginocchio e decisamente figo ma molto impegnativo per una 18enne;

7.    non ci sono altri abiti in lista perché quello che avrei dovuto indossare non mi entra (mia mamma fece la turbata di farmelo stringere).

 

 

Cap. 2

Alla ricerca delle scarpe

 

Ora, in realtà, il problema maggiore, addirittura prima del vestito, è la scarpa. Si, perché io, non avendo un bel piede da mostrare e ne tanto meno un numero esiguo di fetta, trovo le scarpe molto raramente. Anche qui ci sono una serie di dubbi in proposito.

 

1.     mia mamma dice che, se indossassi l’abito lungo, sarei obbligata a portare il sandalo;

2.   mia mamma dice che, se indossassi l’abito rosso, sarei obbligata a cercare una scarpa col tacco, si (e qui viene il bello!!), ma non rossa come quelle che già ho, ma nera;

3.   mia mamma dice che, se indossassi l’abito rosso, sarei obbligata a comprare una scarpa nera col tacco non come quelle che ho, perché, giustamente, sono munite di una patacca a forma di cuore sopra;

4.    mia mamma dice che, visto e considerando che devo camminare dalla mattina alla sera con i tacchi, onde evitare di uccidere i miei piedi, sarebbe più consono scegliere una scarpa bassa;

5.    mia mamma ha rotto il cazzo (scusate, questo non era nella lista dei problemi… O forse si…)

 

                                                                    

il cuore dell’angelo dell’inferno solcato dalla lama della tristezza

Posted in Senza categoria on 25 maggio 2007 by AtrocitA Hyde

Di nuovo. Perché? Perché proprio io… a 18 anni non ho ancora provato la gioia, la felicità dello stare bene. Soliti sorrisi. Non sorridere è sconveniente. L’amore?, quello si, so cos’è. Ed è l’unica cosa che mi tiene ancora in vita. Come  per un fiore, l’acqua che lo disseta e un po’ di sole che lo aiuta a crescere. Beh, Lucifero è la stessa cosa. Io non ho chiesto di nascere, eppure sono qui. Mi sono stancata di soffrire…gli angeli non dovrebbero soffrire. Ma già, giusto… io non sono un angelo, sono un essere che vaga triste, come un fantasma, tra le fiamme di questo mondo infernale.

Cosa voglio… cosa sono. Io lo so, so chi non sono. Non sono niente, ecco cosa.

 

Non si sa mai chi sarai

Se vincente o perderai

E come dirlo allora che non serve

Darsi addosso e farsi male

Male veramente

Quello che ti insegna e non ti fa capire niente

Rende inutili

Io non ci sono…Adesso…

chi sono io per spezzare le ali a Lucifero?

Posted in Senza categoria on 23 maggio 2007 by AtrocitA Hyde

Un essere infernale non deve piangere, noi non possiamo provare del futile dispiacere. Potrei incoraggiarlo a partire, a viaggiare, a divertirsi con altri essere infernali. Ma so per certa che giù troverebbe solo un piccolo paradiso terrestre, l’Eden della Bibbia… Ah, quel nome… Brucio al sol pensiero che lui possa trasformarsi in un angelo, in un essere difensore del male, con lunghe ali e i riccioli d’oro, blè!! Che schifo!!

Però, in fondo, potrebbe essere la scusa buona per essere padrona degli inferi, padrona della mia vita. Ma sì, ma chi se ne frega!! Tanto, chi mai verrebbe a sapere tale meschinità? Noi siamo nati cattivi e abbiamo l’obbligo di comportarci da cattivi. Ma come mai mi accade ciò…sto forse rinnegando il mio essere?

 

Forse…

 

Io vesto di nero, amo il buio, il male…ahh… questo nome. Il male è l’unica cosa che mi riempie l’anima. Fare del male agli altri mi fa stare bene.

 

Ma perché?

 

Perché quegli esseri celestiali, belli, sempre pieni di luce, sorridono sempre? Perché sono sempre contenti? Non può essere!!!!!! Li odio li odio, li odio tutti dal primo all’ultimo. Però, se tra questi esseri dovesse esserci anche Lucifero, potrò odiare anche lui? Ma posso far del male ad un mio simile?…

 

Si, forse è per questo che sono un piccolo essere senza cuore.

 

Perché spezzargli le ali ora, quando può spiccare il volo? La solitudine è una brutta bestia. Quando noi, artisti con il male nelle vene, perdiamo la musa ispiratrice della nostra vita, perdiamo l’unico motivo del perché esistiamo, beh, non abbiamo più senso. Ma è dunque possibile che la mia vita, il perché della mia esistenza, possa dipendere da un essere come lui, imperfetto, cattivo, e stupido? Si, stupido. Stupido perché mi lascia da sola… cosa crede?, che io lo aspetti qui? No, per me non esiste…

 

Già, mhmhmh… che stupida che sono. Vuole mettermi alla prova.

 

Forse, è solo questo quello che vuole…

la mia celestiale salvezza, il mio inferno. il mio Lucifero

Posted in Senza categoria on 21 maggio 2007 by AtrocitA Hyde

E insomma… rieccoci qui. Forse queste sono cose che non andrebbero scritte in un diario di cui tutti hanno la chiave per entrare e leggere i miei segreti, ma la cosa non mi importa. Perché voglio che tutti sappiano quello che sto passando, quello che provo adesso, qualcosa di meraviglioso…e spaventosamente al di fuori della mia portata.

Ogni giorno, quando riusciamo a staccarci gli occhio di dosso, quando riusciamo a spegnere il cervello nella sezione “problemi quotidiani”, quando guardiamo avanti, nel tempo, e riusciamo a capire cosa c’è al di la del solito tram tram, ci rendiamo conto di ricamare fantastiche scenette, piccole e brevi storie sulle nostre piccole e forse insignificanti vite… tempo fa, qualcuno ebbe il coraggio di dire che io e lui ci saremmo fatti del male a vicenda, che ci saremmo distrutti l’esistenza, che forse era il caso di separarci. Nessuno sa che insieme siamo indistruttibili, che stiamo crescendo insieme, che affrontiamo i problemi insieme… nessuno lo sa. E allora mi chiedo, perché se non sanno ciò che accade a noi quando camminiamo per strada, quando ci facciamo il solletico, quando lottiamo nel parco, quando diventiamo una cosa sola su, in terrazza, sotto il tavolo perché piove, o nel mio letto, sulla trapunta o sotto le coperte, insistono con le loro menzogne?

È difficile da spiegare quello che ormai provo quando sto con lui. So di essere riuscita a volare e sono sicura che con lui non riuscirò a cadere. Fuori, quando non sono nel mio mondo, col mio mondo, è facile sentirmi da buttar via. Quando, come ora, il mio mondo non c’è, non ho la scusa che mi tiene su. Quando lui non c’è nel mio mondo non si vedono gli angeli. Il mio angelo è il mio mondo, è lui, quello che poche volte mi dice “ti amo”, quello che la mattina mobilita mezza Roma per venire da me, con il cornetto e il sorriso sulle labbra. È quel mondo in cui, credo, stia cambiando qualcosa. Quando gli ho chiesto, guardandolo negli occhi: “Amore, cosa ci sta succedendo?”, lui mi ha risposto, con gli occhi più dolci che io abbia mai visto: “Non lo so Topolina mia, non lo so proprio”. E baci, baci e ancora baci, fino a che, sul mio letto, non siamo diventati una cosa sola. È stato li in cui, la sua Topolina, gli ha sussurrato all’orecchio che sarebbe rimasta così per sempre, in quella maniera, con il respiro di Amore nell’incavo tra la spalla e il collo, un respiro che le colmava il vuoto di quel momento, un respiro caldo, che annunciava una regolare ripresa del battito cardiaco, e che le arrivò all’orecchio come un sibilo, in cui si distinguevano a malapena due parole: “Anche io”. E giù, di nuovo, respiri sempre più corti, strette poderose, come le onde del mare in tempesta che fanno propria la nave. Io ero sua, sono sua. Un mare di emozioni che mi travolge ogni volta. Una scarica elettrica che sale su per la schiena, inarcandola. Una scarica elettrica che mi tronca il respiro per un istante, che mi mozza il fiato. Una scarica elettrica che, pur uccidendomi, prima di morire mi permette di incrociare gli occhi di un angelo, steso sopra di me, che mi carezza il viso, che mi bacia le labbra con la delicatezza che solo i puttini e gli angeli possono avere. Ma il mio è un angelo speciale. Il mio ha i capelli rossi… è l’angelo che mi ha ridato la vita. E che può togliermela, abbandonandomi. Volete sapere come si chiama il mio angelo? Ah ah…Lucifero.

uff…nn ricordavo lo shopping così stressante!!

Posted in Senza categoria on 18 maggio 2007 by AtrocitA Hyde

Ok… c’è chi dice che nn aggiorno mai il blog, tipo la Glò (ciao Gloria!!) e chi dice che lo tratto cm una reliquia, tipo Pisello Odoroso (ciao Pisello Odoroso!!). Allora visto che oggi posso dire qlc di diverso dalle solite volte, vi ammorbo cn la mia mattinata…

Dunque, carcolate solo che la sveglia è suonata alle 8. volevo morire… ok, mi sveglio, mi alzo, soliti esercizi per le articolazioni e… TAC! Punture di zanzare a iosa!!! Sn piena e un prurito allucinante. Anche perché poi sn quelle zanzare piccole bastarde…senza uno scopo nella vita che vengono a romperti il cazzo nelle orecchie cn quel BZZZ BZZZ maledetto…

Vabbè ma apparte qst, ho fatto una “stupenda” colazione cn una tazza di latte cn un cucchiaino di cacao perché era finito, un pan di stelle e quello che restava di un’appassionante scatola di cereali quelli al cioccolato che fanno rumore, quelli che sembrano tante barchette… quelli, insomma.

 Poi, ovviamente, il classico mal di testa che mi perseguita da un mese, la conclusione del mio pacchetto di sigarette, gli occhi che mi fanno male a causa del sole. Il residuo di bronchite da nn dimenticare. Alla fine mi vesto, esco cn la mamma e andiamo a fare shopping. L’unica cosa è che tipo l’ho massacrata, perché l’ho fatta camminare da piazza Venezia a largo Argentina, a via del Corso, tutta, a via del Parlamento, al Pantheon, al Collegio Romano, al supermercato, e di nuovo a largo Argentina, per poi tornare a casa.

Ora mi sono docciata con l’idromassaggio e la sauna, ora sto aspettando il disboscatore cn il tagliaerba, poi sto un po’ con Lollo che viene qui per lo scambio: Giacomino il Pulcino per la Mucca Innominata. Un kiss a tutti coloro che mi vogliono bene

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